Enoturismo
Crescono i giovani e le cantine investono

Per lungo tempo l’enoturismo è stato considerato un’esperienza “da wine lover maturi”: visite in cantina, degustazioni guidate, ritmi lenti e un linguaggio spesso tecnico. Oggi questo scenario sta cambiando rapidamente. Cresce infatti il numero di giovani – under 35, ma non solo – che scelgono il vino come chiave di accesso a esperienze culturali, sociali e di viaggio. Un cambiamento che le cantine hanno intercettato, investendo in nuove formule di accoglienza e comunicazione per rispondere a esigenze diverse rispetto al passato.


Perché i giovani si avvicinano all’enoturismo
Le nuove generazioni non cercano semplicemente un buon calice: cercano storie, autenticità, contatto con il territorio. Il vino diventa parte di un’esperienza più ampia che comprende paesaggio, gastronomia locale, sostenibilità, relazioni umane. In questo senso, l’enoturismo risponde perfettamente a un bisogno diffuso tra i giovani: viaggiare meno, ma meglio, privilegiando esperienze significative e “raccontabili”.
A differenza del pubblico più tradizionale, i giovani enoturisti non sono necessariamente esperti: spesso si avvicinano al vino con curiosità, senza rigidità, apprezzando un linguaggio semplice e informale; sono attratti da degustazioni accessibili, eventi all’aperto, musica, attività immersive come passeggiate in vigna, picnic, vendemmie partecipate o wine trekking. Il vino, insomma, non è più solo oggetto di studio, ma elemento di convivialità.


Le cantine cambiano approccio
Di fronte a questo trend, molte cantine stanno ripensando il proprio modello di accoglienza. Non si tratta solo di “ringiovanire” l’immagine, ma di progettare esperienze coerenti con le aspettative di un pubblico più giovane, dinamico e digitale.
Gli investimenti riguardano innanzitutto gli spazi: sale degustazione più informali, aree esterne attrezzate, wine bar aziendali, terrazze panoramiche. Cresce anche l’attenzione al design, alla fruibilità e all’atmosfera, elementi che incidono fortemente sulla percezione dell’esperienza.
Un altro fronte essenziale è la comunicazione: i giovani scoprono le cantine sui social, attraverso immagini, video brevi e storytelling diretto. Le aziende più attente investono in contenuti autentici, meno istituzionali, capaci di raccontare il lavoro quotidiano, le persone, le scelte produttive. Non è solo marketing: è un modo per creare relazione e fiducia.


Enogastronomia, eventi e turismo esperienziale
L’enoturismo contemporaneo è sempre più integrato con la gastronomia e con il territorio. Le cantine collaborano con ristoratori, produttori locali, guide ambientali, strutture ricettive. Nascono pacchetti che uniscono vino, cucina tipica, attività outdoor e cultura, molto apprezzati da un pubblico giovane che predilige esperienze complete e personalizzabili.
Così, eventi come festival del vino, concerti in vigna, aperitivi al tramonto o degustazioni tematiche rappresentano un ulteriore strumento per avvicinare nuovi visitatori.


Un’opportunità economica e culturale
Dal punto di vista economico, l’interesse dei giovani per l’enoturismo rappresenta un’opportunità strategica, non solo per le vendite dirette in cantina, ma anche per la costruzione di un legame duraturo con futuri consumatori consapevoli e, magari, affezionati.
Allo stesso tempo, questo trend contribuisce alla valorizzazione delle aree rurali, contrastando lo spopolamento e creando nuove occasioni di lavoro legate all’accoglienza, alla comunicazione e ai servizi turistici.


L’enoturismo, oggi, sta vivendo una fase di evoluzione significativa: i giovani non sostituiscono il pubblico tradizionale, ma lo affiancano, portando nuove energie, nuove aspettative e input per nuove idee. Le cantine che sapranno investire con intelligenza, senza snaturare la propria identità, saranno quelle capaci di trasformare questo cambiamento in un vantaggio competitivo duraturo.

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